La formazione propone un ipotetico viaggio musicale alla riscoperta
della cultura tradizionale latino americana, partendo
dall'Andalusía con tappa fondamentale a Cuba
e in Brasile, fino a Buenos Aires.
La musica, composta ed arrangiata da Silvio Zalambani, si ispira
a molti degli stili più caratteristici di questi paesi (fandango,
zapateo, rumba, son, bolero, danzón, mambo, cha-cha, marcha-rancho,
chôro, ijexá, bossanova, milonga, tango), evidenziandone
la comune origine europea e soprattutto africana.
Nel 2001 è stato realizzato il primo CD
di Silvio Zalambani "Grupo Candombe", edito da Mobydick
nella collana "Carta da Musica", ristampato nel 2004.
Il CD è stato presentato ufficialmente al "Teatro Alighieri"
di Ravenna ed in seguito dal vivo su RAI Radio3-Suite,
in diretta nazionale da Roma.
Il cd è stato proposto anche alla Radio della Svizzera Italiana
RSI-Rete2, alla Radio Swiss Jazz e Radio RaBe entrambe di Berna,
su RCV 99 FM di Lille-Francia, su RAI Radio3-Mattina, su Radio Popolare
di Milano, su Radio Anima Jazz di Pisa, e ancora su Koop Radio di
Austin-Texas (USA), ricevendo anche ottime recensioni su All About
Jazz, Musica di Repubblica, Latinoamerica en Vilo (Miami-Florida,
USA).
Nel 2002 il progetto è stato proposto in
Brasile, su invito dell'Università USP dello
Stato di San Paolo.
Nel 2003 Silvio Zalambani e il suo "Grupo
Candombe" si sono esibiti come prima formazione italiana partecipante
al "XXIII Festival del Caribe - Fiesta del Fuego",
tenutosi a Santiago de Cuba e Guantánamo.
Nel 2005 lo stesso progetto, col patrocinio culturale
della Regione Emilia-Romagna, ha rappresentato l'Italia al "VI
Vertice Mondiale del Tango" che si è tenuto
nel Teatro Lope de Vega di Sevilla (España
Nel frattempo, è appena uscito il secondo cd "Grupo
Candombe 2 – Después de Santiago de Cuba…passando
para o Brasil", inciso sempre per le edizioni Mobydick,
nella stessa collana "Carta da Musica" e presentato ufficialmente
dal vivo nel mese di giugno 2005 su RAI Radio 1,
nel programma "Brasil".
www.silviozalambani.com
<< Il Grupo Candombe di Silvio Zalambani ha esordito nel
2001 con il disco omonimo, prodotto dalla Mobydick e compreso nella
collana Carta da musica, suscitando sia nel pubblico che nella critica
reazioni decisamente favorevoli. La formazione, vantando la partecipazione
al XXIII Festival de Caribe-Fiesta del Fuego, svoltosi a Santiago
de Cuba e Guantanamo, e rappresentando con il suo ultimo progetto
(Grupo Candombe 2) l'Italia, al VI° Vertice Mondiale del Tango
che si è svolto nel 2005 a Siviglia, si promuove come un
importante realtà della musica latinoamericana e afrocubana
nel mondo.
La scelta dei brani, firmati in gran parte dal leader del gruppo,
è mirata all'esplorazione e alla riscoperta dei territori
musicali della tradizione latinoamericana – in particolare
quella brasiliana e argentina – dando anche spazio ai ritmi
e ai suoni di matrice cubana, in una rielaborazione attenta e rispettosa
dei numerosi generi, che qui sono affrontati delicatamente uno ad
uno: bolero, mambo, tango, bossanova e choro – che è
una musica tradizionale brasiliana dei primi del ‘900 –
si susseguono con un piacevole vigore espressivo, permettendo all'ascoltatore
l'incontro con un mondo di suoni fortemente caratteristici delle
realtà che sono via via rappresentate. L'attenzione timbrica,
manifestata dagli accurati accostamenti strumentali, conferisce
all'album una preziosa ricchezza di suoni, che irrobustisce il legame
dell'ascoltatore con gli scenari dipinti dalla musica, come ad esempio
in "Toca la rumba": il ricco volume percussivo trova nei
cori degli African Brothers e nella voce di Luca
Marcello la sua dimensione tradizionale, rievocando attraverso
l'intreccio ritmico-vocale i primordi di una musica che qui sembra
essere in pieno contatto con la propria identità.
Il valore dei musicisti, che è senza ogni dubbio fuori discussione,
viene descritto nei brani da una dialettica tutt'altro che virtuosistica
(persino le ance del leader riescono a non monopolizzare lo spazio
musicale) che pone invece l'attenzione nel calibrare i timbri e
le dinamiche, favorendo di molto il valore espressivo del collettivo.
La sezione ritmica, formata da sei elementi – se vi comprendiamo
anche il contrabbasso – scandisce con efficacia poliritmie
e polimetrie che, grazie al loro fitto tessuto propulsivo, favoriscono
un ampio respiro ai temi e sostengono le voci quasi sempre ispirate
dei solisti.
Il rispetto che il Grupo Candombe esprime per la tradizione è
evidente, soprattutto nel tentativo di non contaminarla con strumenti
o approcci stilistici inopportuni – come spesso avviene nella
world music – che devierebbero di certo il significato di
una musica pura, coinvolgente ed emozionante, come quella impressa
su questo disco.
La registrazione è ottima e il disco, confezionato nel sempre
piacevole digipack, è fornito di un libretto con una piccola
biografia della band e un breve spiegazione dei brani, scritta dal
leader Silvio Zalambani. Un disco ottimo nel suo genere. Buon ascolto.
>>
Marco De Masi per Jazzitalia
Recensione del cd Despues de Santiago de Cuba…passando para
o Brasil sul sito di jazzitalia.net all’indirizzo:
http://www.jazzitalia.net/recensioni/grupocandombe2.asp
|